Perché Il Primo Maggio È La Festa Del Lavoro

Perché Il Primo Maggio È La Festa Del Lavoro

Si dice sempre che il lavoro è lavoro, a prescindere da tutto, e che fare qualcosa è sempre meglio di fare niente.  Il libro è ispirato al volume La sfida di Amalia dello storico americano David Kertzer; è la storia di una giovane contadina dell’Appennino bolognese, che tra Otto e Novecento si trovò a combattere contro le maggiori istituzione sanitarie cittadine dopo aver scoperto di aver contratto la sifilide da una bambina affidatale dall’orfanotrofio del capoluogo.

A Modena, sono circa 30.000 i lavoratori coinvolti dalla Cassa Integrazione, 6.000 quelli delle piccole e medie imprese, 25.000 le richieste di indennità di disoccupazione presentate nel corso del 2009 e per molti di questi si avvicina il termine del periodo disoccupazione, 8.000 gli iscritti alle liste di mobilità, di cui solo il 30% con diritto all’indennità.

La festa del lavoro fu vittima di ulteriori cambiamenti e anche di un episodio tutt’altro che positivo: dopo che questa venne ripristinata alla sua data originaria, ovvero primo maggio, Salvatore Giuliano, un criminale incallito, nel 1947, assieme ad alcuni complice, rovinò la manifestazione nella città di Palermo, visto che sparò sulla folla, uccidendo circa una ventina di persone.

La mostra intende offrire al pubblico e agli studiosi un profilo complessivo dell’opera fotografica di Poppi, accostando alle più note immagini di architetture e vedute urbane bolognesi ed emiliane esempi tratti dalle campagne documentarie realizzate in altri centri della penisola, così come immagini dedicate ad altri soggetti quali generi campestri”, fiori, paesaggi e nuvole.

Anche ora che la frittata è fatta non si vede alcuna voce che abbia l’autorevolezza necessaria per imporre alle sue truppe il silenzio nei ranghi” avviando così un percorso di seria programmazione di una via d’uscita che consenta di arrivare ad un testo capace di regolamentare fenomeni sociali ampiamente presenti e non ignorabili (anche perché ormai quasi tutte le legislazioni degli stati con cui noi ci relazioniamo lo hanno fatto).

Nel XII secolo Goffredo III , conte di Lecce e funzionario del re Ruggero , con giurisdizione militare sul territorio d’Otranto (le attuali province di Brindisi , Lecce e Taranto ), ricevette l’ordine di costruire un castello (chiamato poi Castello Normanno) sulla cima della collina di Ostuni; oggi, purtroppo, di quella costruzione imponente e ben fortificata, rimangono solo una torretta e il giardino (chiamato ora Giardino Zurlo).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...