Primo Maggio,appello Del Papa Contro Il Lavoro

Primo Maggio,appello Del Papa Contro Il Lavoro

Puliamo il Mondo è un’iniziativa di cura e di pulizia, un’azione concreta, per chiedere e avere città più pulite e vivibili.  Si fomenta l’indignazione per danni economici circoscritti e contenuti nei costi, senza aver provato invece la minima indignazione per i miliardi di euro sprecati da Expo, per quelli finiti in tangenti e corruzione, e senza aver sprecato nemmeno un commento per chi è morto nel cantiere dell’Expo lavorando in condizioni infernali pur di renderlo fruibile” il primo maggio.

È il sindacato di CasaPound, BLU – Blocco Lavoratori Unitario – che già in passato aveva espresso tutto il suo disappunto contro i licenziamenti avviati dall’azienda di autotrasporto trentina Arcese e dalle Officine meccaniche ferroviarie del Salento e aveva organizzato un blitz coordinato in una cinquantina di città italiane contro la riforma del lavoro e la modifica dell’articolo 18.

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Due anni prima, nel 1994, per la prima volta un gruppo di giovani bolognesi partiva per l’Australia, precisamente per Noosa, dando inizio all’avventura di reciprocità, scoperta, condivisione che continua tutt’ora e che, quest’anno ha festeggiato i vent’anni in modo veramente speciale con la presenza di Doriana Bortolini, ideatrice e madrina dei soggiorni studio e degli scambi in Europa America e Australia.

Il modello della deroga ai diritti di tutti per tutelare gli affari di pochi, il modello dei soldi pubblici finiti nelle tasche delle banche, degli speculatori, delle mafie che si aggiudicano gli appalti e finanziano il sistema, che sono parte integrante di un sistema al quale da tempo opponiamo le ragioni di un no che è fatto di contenuti, di costruzione di reti e percorsi di lotta.

D’altro canto, i centri per l’impiego, che dovrebbero fare da tramite e in un certo senso fare marketing della persona disabile non lavorano bene e si limitano a cercare ciò che richiedono le aziende senza aprire con loro un confronto critico e costruttivo su cosa sia una persona con disabilità e cosa possa realmente apportare a una realtà lavorativa.

Non porsi il problema di come inglobare e dare senso a una rabbia latente e neccessaria (nodo del conflitto) è una scelta ponzio-pilatesca e dallo sguardo corto, tanto più per chi si rappresenta come opzione conflittuale e antagonistica mentre nei fatti pensa ogni volta solo ed esclusivamente a portare a casa la pelle e garantirsi la riproduzione del proprio picccolo aggregato, tenendosi aperti canali di mediazione e dialogo che non portano piu da nessuna parte.

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